Cantillazioni Presenti dal Profondo Passato

Prima della stesura. Appunti.

Prima della stesura. Appunti.

Mentre annoto alcuni frammenti concettuali della prossima opera musicale, giungono sonorità ipnotiche negli spazi oscuri dell’osservatorio. Loro si chiamano Naan. Giungono dal presente, ma non si direbbe. C’è qualcosa di antico e sabbioso nella loro musica. Di profondo, magicamente legato all’alchimia. Immaginiamo una chilometrica carovana snodata lungo il deserto della memoria.

Un Pianoforte Parlante nella Tiepida Notte

Giungono suoni oscuri che invadono deliziosamente, come una foresta di rampicanti armonici, gli spazi dell’osservatorio. Sono suoni che sanno di antica cinematografia lussureggiante. Voci di sagome notturne che narrano le loro gesta epiche sussurandoci all’orecchio.

Sabbie Germaniche

Dirigendo il telescopio verso l’antica landa teutonica, perlustro paesaggi sonori d’incenso erbaceo e costellazioni dagli svariati colori razziali, vicini e lontani. Direi un ottimo sfondo per l’osservatorio. Una coltre di impressioni che si collegano ad altre impressioni. Devo approfondire quest’ultimo concetto: connessioni di secondo e terzo livello come chiave per raggiungere cose che ora non percepisco direttamente, ma solo come eco lontano.

Acqua Suono e Oscura Vegetazione Aliena

Polle d'acqua del fantasy anni settanta
sono tornate, da foreste che liberano
il loro fumoso odore, resine e orizzonti
della percezione.
Sul pelo del dorso animale saliamo
alla ricerca di elaboratori, led ghiacciati
e telepatie cartacee.

In fondo anche questo laboratorio è una grande matassa di liane e alberi, luci colorate, versi di animali che non riusciamo completamente a scorgere e profumi di piante altrettanto sconosciute. Ho puntato il telescopio su questa zona dello spazio profondo. Intravedo mondi completamente azzurri, dove pesci primordiali sguazzano liberi.

Ancora Corrieri Cosmici

Poco più di una ventina di minuti di suoni cosmici, perfetti per il rituale del sonno nella capsula spaziale. Il viaggio al quale ci siamo indirizzati dura appunto una ventina di minuti; venticinque, per essere precisi. All’interno di questo alveo sonoro si trovano peraltro storie più complesse di quella unicamente siderale e di frontiera. Affiorano infatti paesaggi lussureggianti verdi e dorati, foreste di geroglifici, accensioni, fuochi notturni, certamente profumi di spezie, e molto altro ancora, tra cui cromatismi che solo il sonno può decifrare.

Corrieri Cosmici Prima del Prima

Non sono mai stato all’interno di un’astronave fabbricata con roccia e sabbie vetrificate del deserto, ma credo che il magma di suoni primordiali al suo interno possa somigliare a tutto ciò che sento qui. Immagino un immenso corpo cavo, odoroso d’incenso e carico di fumi colorati. Sono passati ben oltre quattro decenni da quando questi teutonici perlustravano lo spazio profondo usando l’elettronica — e lo diceva anche Battiato — come macchina del tempo, e penso di poter dire che molta cosiddetta ambient music altro non sia che una riedizione sintetica di quanto già detto dai grandi sapienti.

Minimal Archeo Poem

Giungono ai macchinari dell’osservatorio suoni lontanissimi e ancora più lontani. Una performance di Laurie Anderson del 1977, per esempio. E molte altre cose che sanno di plastica e pellicole in bianco e nero. Mi parlano della purezza. E poi più avanti, verso il postmodernismo sempre più acceso.

Immagino il 1983 come epoca pura,
ricordo il 1983 come tale, puro, appunto,
in quanto epoca prima delle epoche,
epoca prima del poi.
Epoca appunto prima del poi, il 1983,
in quanto epoca prima delle epoche poi,
lo ricordo o lo immagino ricordandolo,
puro, appunto, distillato nell'oscurità
di un istante infinitamente dipanato.
Epoca in quanto istante ricordato
e infinitamente dipanato, purezza
prima delle epoche poi.
Immagino il 1983 ricordato come epoca pura,
ricordandolo come immagine prima del poi,
istante infinitamente dipanato.
Immagino il 1984 come epoca pura, ma poco meno.
Ripetere sfumando?

https://www.youtube.com/watch?v=05waR1K_vDM

Tecnosbarbine (Stacchetto Agrodolce)

Puntando il telescopio in zona USA e getta, arrivo a notare quanto le tecnosbarbine si somiglino molto tra loro. Non trovate anche voi? Tutto un mondo di circuiti e schede audio si è piegato al loro capriccioso volere filoasiatico. Ma il risultato finale non è fastidioso. Anzi.